Intervention en italien de Nicoletta Grieco

mardi 31 janvier 2017
par  Laeti

Prima della riforma del 1992 in linea generale in Italia l’organizzazione degli uffici
pubblici dipendeva unilateralmente dal governo e da atti legislativi. La contrattazione
collettiva, pur esercitata sulle questioni della disciplina del lavoro, aveva un limite
rilevante : gli accordi contrattuali raggiunti non avevano una propria efficacia ma
avevano bisogno di un decreto del presidente della repubblica e del passaggio alle
Camere, per cui l’accordo firmato poteva e veniva spesso piegato ad interessi che
preferivano agire per via politica e parlamentare-

I sindacati confederali, CGIL in testa, assieme a CISL e UIL si sono battuti per avere la piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro pubblico e difendere la
contrattazione collettiva dalle ingerenze della legge e della politica, che avevano già
prodotto oltretutto l’esplosione del debito pubblico.

Questa richiesta era in controtendenza alle linee politiche perseguite dalla gran parte
de sindacati del Sud Europa e si rifaceva alle esperienze di piena contrattualizzazione
del Nord Europa, in particolare dei paesi scandinavi

La riforma del 1992 e 1993 portò alla “contrattualizzazione” del rapporto di lavoro
pubblico e con esso alla efficacia erga omnes dei contratti siglati tra le parti, sindacati
e pubblica amministrazione. La riforma fu strettamente legata alla responsabilità di
risultato dei dirigenti e della pubblica amministrazione stessa allo scopo di avere una
amministrazione efficiente ed efficace, con una netta distinzione tra indirizzo politico
e potere gestionale.

La contrattualizzazione permetteva ai rappresentati sindacali, in particolare sui luoghi
di lavoro, di discutere e decidere realmente sulle proprie condizioni.
Le riforme degli anni successivi portarono alcune novità importanti per i lavoratori :
tutte le cause di lavoro al giudice ordinario, la creazione di una agenzia nazionale per
la contrattazione (che permettesse ancora di più di sottrarre alla politica il controllo
sulla contrattazione) e, dal 1998, alle elezioni da parte di tutti i lavoratori delle
rappresentanze sindacali unitarie, un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di
lavoro pubblico e privato, costituito da non meno di tre persone elette da tutti i
lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato. Le RSU, assieme ai sindacati, tutela i
lavoratori collettivamente su un luogo di lavoro, controllando l’applicazione del
contratto o trasformando in una vertenza un particolare problema.

Mentre i sindacati, unitariamente, hanno sempre difeso la contrattualizzazione, sono
state proprio le pubbliche amministrazioni a porre molte barriere allo scopo di
tutelare il potere discrezionale e l’ingerenza politica, alimentando l’esclusione di
alcune categorie o figure professionali.

Nel 2010 una riforma del governo Berlusconi ha di fatto riportato indietro la
condizione dei lavoratori pubblici con una ingerenza delle legge in determinate
materie a scapito della contrattazione collettiva, ad esempio sottraendo alcune
materie, come l’orario di lavoro, alla libera trattativa delle parti. Una lunga lotta,
capitanata dalla FP CGIL, ha portato alla firma dell’accordo dello scorso 30
novembre, con il quale il governo si è impegnato a emanare un provvedimento che
cancelli le limitazioni create dalla riforma del 2010, riportando dunque il contratto ad
essere la fonte normativa principale. L’accordo del 30 novembre 2016 è il primo
accordo dopo il blocco della contrattazione nel settore pubblico, partito nel 2009 a
causa delle politiche di austerità.

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Pétition contre le RIFSEEP

RIFSEEP : Le ministère abat ses cartes !

URGENCE : la mise en œuvre du Rifseep entérine les écarts de prime entre universités et organismes !

REFUSONS cette injustice !
REFUSONS ce régime de prime inégalitaire entre les établissements mais aussi entre les agents au sein d’un même établissement !

La pétition est en ligne à l’adresse :
http://www.sntrs-cgt.cgt.fr/phpPetitions/index.php?petition=5